Conferenza “Metafisiologia della Meditazione

Sabato 20 Ottobre 2018 ore 18:00 – ingresso libero

Al movimento new age, fenomeno socio-culturale nato negli anni ’70 negli USA e presto propagatosi in tutto l’Occidente, siamo debitori della grande diffusione del termine meditazione. Questa espressione, in precedenza poco usata e riservata agli addetti ai lavori, oggi risulta utilizzata per indicare una molteplicità di cose diverse tra loro, per cui con meditazione ci si può riferire ad una profonda riflessione su un tema religioso, sociale o spirituale; ma anche ad una procedura di rilassamento ottenuto ascoltando, in un certo modo, il rumore dell’acqua che scorre. Così può capitare di sentirsi proporre la pratica della meditazione come metodo efficace per raggiungere i fini più disparati: rilassarsi, stare bene, recuperare, sintonizzarsi, introspettare, migliorarsi, crescere, evolvere, socializzare, ottenere successi in vari ambiti. Insomma: una grande confusione, che sembra non disturbare chi vi si avvicina. Queste definizioni, in realtà, non avrebbero a che fare con il valore nativo della parola meditazione, pur usufruendo del suo potere evocativo e della sua forza.
In effetti per millenni la meditazione non è stata appannaggio di tutti, ma era riservata alle pratiche mentali segrete collegate agli itinerari ascetici di tipo religioso, mistico e paramistico aventi come unico obiettivo la realizzazione spirituale dell’individuo, la sua rigenerazione e rinascita in Dio, non il suo benessere fisico, emotivo, economico, sociale. In questo alto modo ne parlano, sotto il velo dei simboli, dei miti e delle allegorie, tutti i grandi istruttori del passato.
In ogni parte del mondo dove sia esistita una tradizione spirituale – dall’Egitto alla Palestina, dall’India sino alla lontana Cina – sono stati sperimentati metodi di meditazione per dominare la mente, potenziarla ed ampliarne i confini. Le tecniche di meditazione, infatti, consentono di rivolgere l’atto percettivo dall’esterno verso l’interno in modo da favorire il risveglio di nuovi sensi, vere e proprie antenne spirituali. L’attenzione, la concentrazione e la meditazione sono il metodo sicuro per raggiungere stati di coscienza più avanzati e acquisire consapevolezza di noi stessi e della presenza spirituale che assiste e sospinge l’evoluzione dell’umanità.
Nella conferenza in programma Sabato 20 Ottobre alle ore 18 (ingresso libero) presso la Sede dell’Associazione Archeosofica di Roma, indagheremo su come e perché la meditazione archeosofica, che recupera integralmente il meglio delle tradizioni esoteriche antiche e moderne, agisca nel risveglio dei centri spirituali della nostra coscienza, consentendoci progressivamente di trovare risposta alle eterne domande: chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo?