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Conferenza – L’Enigmatica sfinge di Giza

Dal termine egiziano Seshep-Ankh Atùm, “L’immagine vivente di Atùm” derivò, attraverso il greco, il nome “Sfinge”, che ha poi assunto nel linguaggio moderno il significato di “impenetrabile”, “enigmatico”, “insondabile”.

Della Sfinge infatti si è parlato e scritto moltissimo con tesi e pareri assai contrastanti. Sebbene sia fatta risalire alla IV Dinastia non esiste alcun testo egizio sull’Antico Regno che la citi.

La sua remotissima antichità, come anche quella del Tempio edificato accanto, sembra risultare da molti elementi esaminati da vari ricercatori, fra i quali non ultima l’unità di misura utilizzata per la sua costruzione, come ha evidenziato Alessandro Benassai in diversi testi su questo argomento.

Chiamata anche “Hor-em-Akhet” cioè “Horo che è all’Orizzonte”, la Sfinge è un chiaro simbolo di resurrezione: il volto umano che guarda il Sole che sorge, rappresenta l’Uomo risorto, mentre il corpo di Leone, il sembiante della dea Sekhmet, l’immagine del fuoco di Rà, simbolizza il suo corpo immortale. Il volto umano raffigura quindi l’Uomo-Dio, al quale si assimila il Faraone, il Re dell’Egitto, dominatore della forza creatrice e distruttrice di Rà, personificata dalla Dea dalle sembianze di un leone.

Appuntamento venerdì 3 marzo alle ore 21,00 con il dott. Alessandro Mazzucchelli presso la sala conferenze di piazza ungheria n°6. Ingresso libero.