Articoli ed eventi

Presentazione libro “IL NASO DI DANTE” di Pier Luigi Vercesi

Incontro con l’autore, 17 gennaio ore 16,30.   

Boccaccio, nel suo «Trattatello in laude di Dante» descriveva così il sommo Vate: «il suo volto fu lungo, il naso, aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccioli, le mascelle grandi, e dal labro di sotto era quel di sopra avanzato». «Il colore era bruno, e i capelli e la barba spessi, neri e crespi, e sempre nella faccia malinconico e pensoso».

Ma l’immagine che conosciamo è diversa da questa. Cosa è successo? Boccaccio aveva deliberatamente descritto un Dante con fattezze differenti? Perché?

Nell’estate del 1840, in una sala del palazzo del Bargello di Firenze, viene riportato alla luce il ritratto giovanile di Dante dipinto da Giotto. Qualche giorno dopo il ritrovamento, Seymour Kirkup, uno stravagante pittore inglese con la passione per lo spiritismo, corrompendo un guardiano, si fa rinchiudere nel Bargello, dove realizza una copia del Dante giottesco, che ha il naso aquilino ma dolce, non severo come quello che appare dalla presunta maschera mortuaria del Poeta. Resterà l’unica testimonianza dell’originale, perché il granduca di Toscana ordinerà un restauro maldestro dell’opera. Kirkup invia la copia al patriota e dantista italiano esule a Londra Gabriele Rossetti, tra i primi sostenitori di un’interpretazione esoterica della Divina Commedia e della Vita Nova. Fedele alla lettura paterna, Dante Gabriel Rossetti, il celebre esponente della Confraternita dei Preraffaelliti, non soltanto raffigurerà il Poeta con il giottesco naso «dolce», ma ne farà il depositario di una conoscenza superiore che si rifà alla tradizione dei trovatori, un «Fedele d’amore» legato all’eresia catara. A partire da quel momento, Dante diverrà l’oggetto delle più fantasiose – a detta degli studiosi ortodossi – interpretazioni, in una storia che si dipanerà in infiniti rivoli, e che Pier Luigi Vercesi ricostruisce in questo avvincente racconto che attinge a un nutrito materiale inedito: oltre duecento lettere scritte da Seymour Kirkup a un suo sodale milanese e a questi spedite da «Firenze, via Ponte Vecchio 2», ovvero l’antica magione dei templari fiorentini.

Biografia dell’autore

Pier Luigi Vercesi è nato a Corteolona nel 1961. Giornalista, scrittore, professore universitario.

Inviato speciale del Corriere della Sera, è stato per 5 anni direttore di Sette, dopo aver passato molti anni a La Stampa e alla direzione di mensili e testate web. Tra i suoi libri più recenti: Il marine (Mondadori), Ne ammazza più la penna (Sellerio) e Storia del giornalismo americano (Mondadori). È autore di documentari televisivi (Roma di Nerone, Germania del Novecento, Prima guerra mondiale).