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Studio dell’Icona di San Giovanni Battista

La Tradizione Cristiana festeggia la nascita e la morte solo di tre personaggi: Il Cristo, che poi risorgerà dopo tre giorni; la Vergine (assunta in Cielo) e il Battista di cui si commemora la venuta nel mondo il 24 giugno (festa di San Giovanni d’Estate) e il martirio il 29 agosto. San Giovanni Battista è considerato l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e il primo Apostolo di Gesù.

Egli è definito “Precursore” di Cristo e “spartiacque” tra il mondo prima di Cristo e quello dopo. Infatti, proprio al Cristo prepara la “strada” predicando la conversione dei cuori e praticando un battesimo di purificazione e perdono. Egli battezza i discepoli nelle acque del fiume Giordano e da lui si reca lo stesso Gesù per ricevere il battesimo; e Giovanni rende subito testimonianza della discesa dello Spirito Santo sul Cristo.

L’azione di Giovanni sancisce la fine del tempo della Legge e inaugura il tempo della Grazia. Il suo nome significa infatti: Dio elargisce la sua Grazia.

La sua nascita viene annunciata dall’Angelo Gabriele al padre Zaccaria, sacerdote nel Tempio, con queste parole: “La tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande di fronte al Signore ……egli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto” (Lc 1, 16). Giovanni, infatti, evoca Elia sia per le vesti, sia per la vita austera abitando, fin dalla giovinezza, come eremita nel deserto; ed appare come un maestro circondato da discepoli a cui predica la conversione, la confessione dei peccati, la giustizia. Egli non esita a denunciare l’adulterio del re Erode, attirando così le ire del re, la prigionia e la condanna alla morte per decapitazione.

Gesù Cristo si riferisce a lui chiamandolo lampada ardente e luminosa, il più grande profeta nato da donna e nel prologo del quarto Vangelo è scritto: “Giovanni non era la luce, ma il testimone della luce. Egli venne per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo suo.”

Nell’iconografia la figura di Giovanni Battista è stata dipinta molte volte in modi e combinazioni diverse. Ha un posto privilegiato nella Deesis, che è la composizione centrale del complesso dell’iconostasi dove il Cristo è affiancato dalla Vergine Maria e da San Giovanni Battista che a Lui si rivolgono intercedendo per l’umanità. Deesis significa, infatti, supplica, intercessione.

Viene rappresentato con la veste di pelo di cammello secondo la descrizione che si trova in Marco (1,4): “Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico”.

Interessanti le raffigurazioni in cui viene dipinto come un Angelo, poiché è messaggero di Dio nell’annunciare la venuta del Cristo, e quelle in cui la sua testa viene posta dentro la coppa, a testimonianza della decapitazione subita per ordine di Erode.

Nell’incontro di Martedì 8 gennaio analizzeremo le diverse icone di San Giovanni Battista, da quella dipinta da Rublev per la chiesa della Dormizione di Vladimir alle altre presenti nella ricchissima tradizione ortodossa.