Conferenza “Segni e significati dall’Antico Regno a oggi

Martedì 23 Gennaio 2018 ore 16:00 – ingresso libero
presso l’Ufficio delle Relazioni Culturali dell’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto – Via delle Terme di Traiano 13 (Colle Oppio) Roma.

 

Scriveva l’ebreo Filone nel I sec. dopo Cristo: «I discorsi degli Egizi ci presentano una filosofia che si esprime per mezzo di simboli, filosofia che essi rivelano in lettere chiamate “sacre”».

Pochi anni dopo san Clemente padre della chiesa nascente e maestro di Origene presso il Didaskaleion di Alessandria d’Egitto, la città della più grande biblioteca del mondo, dimostrerà nei suoi testi una profondissima comprensione della teologia egizia e del valore simbolico dei geroglifici, conoscenze ancora oggi utili ai nostri archeologi e ricercatori.

Lo stesso filosofo neoplatonico Plotino nel III sec. d.C. affermerà: «I saggi dell’Egitto dimostravano la loro profonda conoscenza impiegando segni di valore simbolico tramite i quali essi comunicano intuitivamente, in certo qual modo, senza fare ricorso alla parola, così ogni geroglifico costituiva una specie di scienza o di saggezza… »

La parola “geroglifico”, da “hieros”=sacro e “glyphein”= incidere, vuol dire infatti “incidere il sacro” o “sacra incisione”, segnale evidente che i filosofi avessero ben compreso il senso dell’antica scrittura dei Faraoni.
Per i sapienti Egizi, Ebrei, Greci e Islamici, come per i Tibetani, la lingua non è un’invenzione umana perfezionabile, ma è una rivelazione divina, una manifestazione del “sacro” che può essere compresa solo per esperienza diretta: segni e lettere sono esseri viventi dotati di virtù proprie e poteri magici.

Questo il tema che sarà sviluppato da Gianluca De Martino in “Segni e Simboli dall’Antico Regno ad oggi”, secondo incontro del Ciclo “Il Segreto dei Geroglifici” che si terrà presso l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata Egiziana di Roma, in Via delle Terme di Traiano 13 (Metro Colosseo) alle ore 16, di Martedì 23 gennaio. Ingresso libero.