L’Uomo Visibile e Invisibile: Anatomia dei Corpi Sottili

MOSTRA L’Uomo Visibile e Invisibile: Anatomia dei Corpi Sottili

INAUGURAZIONE 5 Giugno ore 18.00 – INGRESSO LIBERO (dalla rampa di Via Gramsci, 71)

6-10 Giugno – Galleria Nazionale d’Arte Moderna

 

In mostra presso LA GALLERIA NAZIONALE una selezione di opere realizzate dall’artista e ricercatore fiorentino Alessandro Benassai che ha rielaborato, in immagini a grandezza umana, le indagini di psicoscopia (dal greco psichè = anima e scopeo = osservo) svolte a partire dagli anni ’40 dal Prof. Tommaso Palamidessi (1915-1983).

Dotato di facoltà di chiaroveggenza, Tommaso Palamidessi ha lasciato numerosi scritti in cui propone metodi sperimentali perché ciascuno possa sviluppare la vista sottile e trovare così una risposta agli eterni quesiti: quale è la vera natura della coscienza umana? Quali i suoi reali confini? Esiste un’anima che sopravvive alla dissoluzione del corpo? Queste domande, un tempo materia di fede e di riflessione filosofica, poi d’indagine psicologica, si affacciano oggi prepotentemente anche in campo medico.

Sono sempre più numerosi, infatti, i casi di NDE (Near-Death Experience) ossia di pazienti che, riportati in vita da un coma o un arresto cardiaco, riferiscono nei dettagli tutte le azioni alle quali hanno assistito nei momenti in cui le loro attività vitali risultavano interrotte. Impressionati dal ripetersi di tali esperienze, gli scienziati si sono visti costretti a rivalutare la questione del rapporto tra coscienza e cervello, ipotizzando che l’organo si limiti a riflettere l’attività della coscienza, ma non la produca.

Su questo argomento The Lancet, la rivista medica più accreditata a livello internazionale, già nel 2001 pubblicava una significativa ricerca. L’articolo concludeva asserendo, testualmente, che “la teoria e tutto l’insieme delle informazioni riguardanti la dimensione trascendentale dovranno essere inclusi nel contesto delle spiegazioni di queste esperienze”.

L’idea che la coscienza umana trascenda il mondo fisico, d’altronde, appartiene alle tradizioni sapienziali di tutti i popoli fin dalla notte dei tempi.  L’antica civiltà egizia, ormai cinquanta secoli fa, considerava l’individuo composto da spirito, anima, forze e di diversi corpi, tra loro interdipendenti e comunicanti. Lo stesso si può dire per le tradizioni induista, tibetana, giudaico-cristiana e greca classica, i cui tratti comuni sono testimoniati nei miti che le hanno tramandate fino a noi. Le immagini qui esposte portano la propria testimonianza a conferma di questa antica e nuova teoria e con lo stesso rigore di una dissezione anatomica gettano uno sguardo nei piani trascendentali, rivelando che l’uomo e la donna “possiedono” i propri corpi, ma sono altro rispetto ad essi.

L’essere umano risulta, infatti, composto da una complessa struttura gerarchica, in cui il ruolo più elevato spetta all’anima immortale che, per esprimere pensieri, emozioni e istinti impiega diversi corpi oltre quello fisico. Di quali forme e colori ci rivestiamo ogni volta che pensiamo, proviamo sentimenti o agiamo? Che tonalità imprimono all’aura energetica, astrale e mentale la gelosia e l’ira o, al contrario, i pensieri di aiuto e l’alta spiritualità? Come si distingue l’amore altruista da quello che considera quanto affetto riceve in cambio? Quali grandi specchi di tutti i possibili stati interiori, le gigantografie esposte mostrano nella luminosità e organizzazione dell’aura il codice per decifrare chi siamo.

L’inaugurazione si terrà nell’ala occidentale della Galleria (con ingresso diretto anche da via Gramsci) martedì 5 Giugno alle ore 18 con una spiegazione introduttiva alla Mostra e una visita guidata aperta a tutti i presenti.

Tre conferenze a ingresso libero (con accesso da via Gramsci, 71) si alterneranno in differenti fasce orarie (Mercoledì e Giovedì: ore 13 e ore 18; Venerdì: ore 13, ore 16 e ore 18; Sabato e Domenica, ore 12, 16 e 18) sulle seguenti tematiche:
1) Cosa sono i colori dell’aura;
2) Le forme pensiero;
3) I centri di forza o chakrams.

Per informazioni o per prenotare una visita guidata alla mostra:
info@associazionearcheosoficaroma.it o 333.28.59.691

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